
Un gruppetto di neonazisti romani ha deciso di "festeggiare" l'anniversario del 65esimo anniversario del rastrellamento nazista al ghetto di Roma appendendo uno striscione con la frase:
"L'olocausto è la più grande menzogna della storia. Il presidente iraniano Ahmadinejad"
ornandola con la con croce uncinata e accompagnandola con una scritta contro gli immigrati.
Alemanno si è affrettato ad esprimere il proprio sdegno, sostenendo che quelle "frasi vergognose alimentano l'antisemitismo, il razzismo e la xenofobia" e auspicando che gli autori "vengano assicurati al piu' presto alla giustizia" .
Le frasi sono sicuramente vergognose ma perchè auspicare la galera di qualche balordo, quando quegli stessi concetti con la stessa sintassi vengono quotidianamente e ostinatamente ripetuti da personaggi ben più in vista di qualche nazistello di borgata ?
Il termine mensonge (menzogna) associato alla Shoah non è un'invenzione del presidente antisemita dell'Iran ma fu coniata dall' ex deputato socialista francese, Paul Rassinier, e ripresa dal professore universitario di letteratura, Robert Faurisson.
A questo punto la libertà di pensiero e di espressione valga per tutti: negazionisti più o meno acculturati e negazionisti più o meno ignorantelli. E ognuno poi ne giudichi valore morale e intellettuale.