domenica 18 novembre 2007

Omen nominem: il destino è scritto nel nome. Anzi no nelle iniziali !




Leif Nelson, professore presso la Rady School of Management della University of California, e Joseph P. Simmons, professore di marketing presso la Yale School of Management, ritengono di aver dimostrato scientificamente che le iniziali dei nostri nomi sarebbero in grado di influenzare le nostre performance scolastiche e sportive, le nostre scelte lavorative, in definitiva i nostri successi e le nostre sconfitte.

Negli Stati Uniti, dove i voti scolastici vengono espressi con lettere da A a D, gli studenti con nomi che iniziano con C e D, corrispondenti ai voti più bassi, sarebbero i peggiori mentre quelli con i nomi che iniziano con A e B, oltre ad ottenere risultati migliori, sceglierebbero anche università più prestigiose.
Nel baseball si parla di “strikeout” quando il battitore subisce 3 strike e viene eliminato dal lanciatore; poichè lo strikeout è detto anche K, secondo Nelson e Simmons, i giocatori con nomi che iniziano con la K sarebbero quelli più spesso eliminati.

Questi riscontri sono riportati in un articolo pubblicato sul numero di marzo di Psychological Science, nel quale il cosiddetto “name-letter effect” assurge a dignità di vera e propria malattia. Le “Moniker Maladies”, come le definiscono gli autori, costituirebbero una psico-patologia in cui le iniziali dei nomi influenzerebbero in maniera inconscia i nostri obiettivi.

Senza alcune precisazioni, il lavoro dei due ricercatori americani avrebbe meritato la candidatura agli Ig Nobel per il 2007, quei premi assegnati ogni anno ironicamente, nel Sanders Theatre dell' Harvard University, a ricerche scientifiche di dubbia utilità, sponsorizzati dalla rivista scientifica-umoristica Annals of Improbable Research .

Che dire?
Che nell’interesse dei Ciro e delle Donatelle sarebbe meglio tornare agli zero spaccato e ai dieci e lode; i miei vecchi compagni di liceo ricorderanno che il primo della classe aveva nome e cognome che iniziavano con la C!
E forse è per questo che in Italia su 11 presidenti abbiamo avuto un Ciampi, un Cossiga e un De Nicola.

Ma c’è qualcosa che comunque non quadra: tra gli ultimi 5 presidenti degli USA 2 avevano cognomi che iniziavano con la C e un amico americano mi ha giurato che a scuola Clinton era più bravo di Bush…
E meno male che Kakà non gioca a baseball!

2 commenti:

  1. Io ho una doppia A (nome e cognome)!!! Un genio!

    RispondiElimina
  2. E Sandy Koufax come lo spieghiamo?

    RispondiElimina