
"Che la fuga di cervelli continui ancora è un dato di fatto. Ma non è una questione solo di fondi. Esiste indiscutibilmente negli USA (e non solo) una meritocrazia a noi ignota"
"Per l’ennesima volta assistiamo ai successi scientifici
di cervelli italiani emigrati all’estero per poter lavorare. Passano gli
anni ma le ataviche anomalie del nostro sistema universitario -
mortificato da un nepotismo secolare, da un carrierismo sfrenato e da un
ingerenza della politica sempre più invadente– si inquadrano ancor’oggi
nel quadro di una sindrome cronico-degenerativa della quale si è certi
solo della prognosi infausta".
Una conferma a quanto scrivevo ieri arriva, guarda caso, proprio oggi da una fonte infinitamente più autorevole della mia.
Antonio Iavarone, in un'intervista pubblicata oggi in prima pagina su "Il Mattino" di Napoli, lancia una violenta accusa al sistetma universitario italiano.
Così dice Iavarone, oncologo pediatriaco beneventano di fama internazionale da 10 anni alla Columbia University di New York, dopo aver lasciato il Policlinico Gemelli di Roma:
"Le università italiane sono in mano ai baroni, non sono i
migliori a occupare le posizioni più importanti. E' un sistema che non si basa sul merito, ma sul clientelismo: si fa carriera per conoscenza. La bravura non paga..."
sui fondi destinati alla ricerca
"Si investe poco, ma soprattutto si investe male. E' sbagliato
reclamare più soldi alla ricerca, se si continua a finanziare cattiva
ricerca"
sui concorsi e sulle promesse fatte da Mussi di sbloccare 20 milioni per assumere 1000 ricercatori
"E' un segno della volontà di illudere di cambiare le
cose...20 milioni sono bazzecole e i concorsi sono l'emblema della
"malauniversità". Nella maggior parte dei paesi occidentali non si "entra" per concorso. I ricercatori sono scelti per le loro capacità per le loro pubblicazioni che hanno prodotto, per le scoperte che hanno fatto"
infine la sua proposta:
"L'Italia dovrebbe seguire l'esempio della Spagna e di Singapore e creare centri di ricerca internazionale, gestiti da autorità riconosciute dalla comunità scientifica e popolati da scienziati che lavorano al top della ricerca scientifica...Non sulla base di concorsi fasulli"









