giovedì 11 ottobre 2007

ANTONIO IAVARONE DELLA COLUMBIA UNIVERSITY CONTRO La "MALA UNIVERSITA'" ITALIANA


Proprio ieri avevo ripreso in un commento un mio vecchio post nel quale scrivevo


"Che la fuga di cervelli continui ancora è un dato di fatto. Ma non è una questione solo di fondi. Esiste indiscutibilmente negli USA (e non solo) una meritocrazia a noi ignota"



"Per l’ennesima volta assistiamo ai successi scientifici
di cervelli italiani emigrati all’estero per poter lavorare. Passano gli
anni ma le ataviche anomalie del nostro sistema universitario -
mortificato da un nepotismo secolare, da un carrierismo sfrenato e da un
ingerenza della politica sempre più invadente– si inquadrano ancor’oggi
nel quadro di una sindrome cronico-degenerativa della quale si è certi
solo della prognosi infausta".





Una conferma a quanto scrivevo ieri arriva, guarda caso, proprio oggi da una fonte infinitamente più autorevole della mia.


Antonio Iavarone, in un'intervista pubblicata oggi in prima pagina su "Il Mattino" di Napoli, lancia una violenta accusa al sistetma universitario italiano.



Così dice Iavarone, oncologo pediatriaco beneventano di fama internazionale da 10 anni alla Columbia University di New York, dopo aver lasciato il Policlinico Gemelli di Roma:


"Le università italiane sono in mano ai baroni, non sono i
migliori a occupare le posizioni più importanti. E' un sistema che non si basa sul merito, ma sul clientelismo: si fa carriera per conoscenza. La bravura non paga..."



sui fondi destinati alla ricerca



"Si investe poco, ma soprattutto si investe male. E' sbagliato
reclamare più soldi alla ricerca, se si continua a finanziare cattiva
ricerca"



sui concorsi e sulle promesse fatte da Mussi di sbloccare 20 milioni per assumere 1000 ricercatori



"E' un segno della volontà di illudere di cambiare le
cose...20 milioni sono bazzecole e i concorsi sono l'emblema della
"malauniversità". Nella maggior parte dei paesi occidentali non si "entra" per concorso. I ricercatori sono scelti per le loro capacità per le loro pubblicazioni che hanno prodotto, per le scoperte che hanno fatto"



infine la sua proposta:


"L'Italia dovrebbe seguire l'esempio della Spagna e di Singapore e creare centri di ricerca internazionale, gestiti da autorità riconosciute dalla comunità scientifica e popolati da scienziati che lavorano al top della ricerca scientifica...Non sulla base di concorsi fasulli"

martedì 9 ottobre 2007

NOBEL PER LA MEDICINA ALL' ITALO-AMERICANO CAPECCHI.LASCIO' L'ITALIA A 9 ANNI CON LA MADRE ANTIFASCISTA SOPRAVVISSUTA A DACHAU


Assegnato all'italo-americano Mario R. Capecchi il Premio Nobel per la Medicina 2007.
Insieme a Capecchi premiati Evans e Smithies.
Il prestigioso riconoscimento è stato dato per gli studi condotti "per introdurre specifiche modificazioni genetiche nei topi, utilizzando cellule staminali embrionali".

Il professor Capecchi lavora all'University of Utah ed è stato allievo del premio Nobel James Watson che con Francis Crick scoprì la struttura del DNA.

Il frutto principale del lavoro di Capechi è il "gene targeting" ossia la sostituzione mirata di un pezzo di DNA con un altro.
La prospettiva futura: la possibilità di sostituire geni difettosi per curare malattie attualmente incurabili.

Nato in Italia, a Verona, il 6 ottobre del 1937, da madre americana e da padre italiano, ha trascorso in Italia i primi anni dell'infanzia.
Il padre aviatore del nostro esercito fu abbattutto all'inizio della guerra;
Così Capecchi parla della madre, Lucy Ramberg, poetessa perseguitata dal nazi-fascismo e deportata nel lager di Dachau:

"Prima dell’inizio della guerra aveva scritto contro il fascismo e a guerra iniziata aveva continuato, anche contro il nazismo.

Sua mamma era una pittrice americana che viveva a Firenze e
il padre era tedesco.

Mia mamma odiava l’oppressione, la dittatura, la mancanza
di libertà e i suoi versi lo dicevano con grande chiarezza.

La Gestapo le dava la caccia e la trovò in un maso dell’altopiano della Renon nel 1941. Venne deportata a Dachau, che allora era un campo di concentramento solo per detenuti politici; i nazisti e i fascisti volevano fermare lei e le sue poesie. Fu
catturata poco a Nord di Verona, in Alto Adige, quando non avevo che quattro
anni e mezzo.

Mi trovai da solo, per strada. Cercavo il cibo, avevo fame. Dall’età di 4 anni e mezzo fino a 9 anni ho vissuto per le strade di Bolzano, Verona, Reggio Emilia. Il mio unico pensiero era mangiare, evitare i pericoli e sopravvivere. Ero affamato. Ho vissuto giorno per giorno. Non sapevo se avrei mai più rivisto mia madre. Fu lei a trovarmi in un ospedale di Reggio Emilia il 6 ottobre 1946, il giorno dei mio nono compleanno. Fu come un miracolo, quel giorno tornai a vivere.

L’Italia era distrutta, restammo a Verona per un altro anno e mezzo, ma poi la decisione fu di andare in America"

martedì 2 ottobre 2007

A TORINO CONVEGNO SU ANTISEMITISMO


LE FORME DEL PREGIUDIZIO:

i confini mobili dell' antisemitismo

Una riflessione sui percorsi tortuosi del pregiudizio antisionista e antiebraico a Torino.


Le distinzioni e le sovrapposioni tra i due atteggiamenti.


Ne parlano:

Marco Brunazzi, Claudio Vercelli e Paolo Di Motoli

Organizzazione in collaborazione con l'Istituto Salvemini.

martedì 9 ottobre, ore 21.00, Centro Sociale - P.tta Primo Levi

domenica 30 settembre 2007

INTERVISTA RILASCIATA A GIOVANNA CANZANO




Appena pubblicata su "Caserta 7" e su "Iniziativa Meridionale" una mia intervista rilasciata a Giovanna Canzano, giornalista autrice di vari articoli sul tema del revisionismo storico.

Articolo su Caserta Sette
Articolo su Iniziativa Meridionale

mercoledì 26 settembre 2007

MORTO RAUL HILBERG


Il 4 agosto di quest'anno a 81 anni è morto Raul Hilberg.

Autore di "La distruzione degli ebrei d'Europa" è stato il più importante storico della Shoah.

martedì 17 luglio 2007

Allarme OMS su commercio di organi


Era il 63 quando Alberto Sordi interpretava la parte dell’imprenditore fallito che accettava di vendere il proprio occhio al vecchio miliardario pur di riappropriarsi del proprio tenore di vita.
Il Boom ,diretto da De Sica e scritto da Zavattini , fu accolto freddamente dalla critica.
A oltre 40 anni di distanza, nel racconto del grande sceneggiatore neorealista c’è più profezia che surrealismo.
Ma a vendere i propri organi, o quelli del proprio figlio, non è l’aspirante capitalista del boom economico, bensì un derelitto del Pakistan che cede un rene per un pezzo di pane

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lancia l'allarme a Ginevra: "il 5-10% di tutti i reni trapiantati nel mondo nel 2005 proviene da questo circuito (commercio d'organi ndr)", fenomeno peraltro in continuo aumento.

Fegato, midollo, reni, sono venduti da disperati di paesi del terzo mondo, quali Pakistan, Egitto e Filippine, a malati provenienti dai paesi del mondo occidentale che non trovano organi disponibili per le lunghe liste d'attesa.

Farhat Moazam del Sindh Institute di Urologia e trapianti di Karachi, in Pakistan, parla di un vero e proprio "turismo dei trapianti"; "in aree povere del Paese ci sono villaggi in cui il 40-50% della popolazione ha un rene solo perche' l'altro l'ha venduto". Per quanto? "Spesso per un organo vengono promesse anche piu' di 150 mila rupie (2.500 dollari) ma poi, tolti i costi medici e la quota che spetta al mediatore, cio' che resta a chi vende e' molto meno".

domenica 8 luglio 2007

SMS SOLIDALE PER L'OASI WWF DI VANZAGO



SMS solidale per la tutela di uno degli ultimi boschi di pianura italiani.
Dall' 8 luglio all'8 agosto sarà possibile donare un euro con un sms al numero 48585.
Il bosco è' l'Oasi Wwf di Vanzago che è al centro di una campagna realizzata da Rds in occasione del Live Earth, il megaconcerto che si terrà il 7 luglio
L'intervento per l'Oasi di Vanzago, bosco a pochi Km dalla Fiera di Milano- Rho, è stato presentato da Carlo Gola, amministratore Oasi WWF. «È un piccolo miracolo di 200 ettari ricevuto in eredità dalla famiglia Cantoni nel 1997, sono 200 ettari di biodiversità».
L'obiettivo è raggiungere 200mila euro per ampliare il bosco, creare corridoi verdi per collegare quella di Vanzago alle altre aree boschive, aiutare il centro di recupero degli animali selvatici dove vengono curati gli animali del bosco.
Molte cose si potranno fare anche senza si raggiungere i 200mila euro ma si ha spera nella possibilità di raggiungere l'obiettivo, puntando anche a fare ritornare la cicogna bianca nell'antico bosco di Vanzago.

venerdì 8 giugno 2007

The Lancet divorzia dai mercanti d'armi


Finalmente l'auspicato divorzio tra la Reed Elsevier , colosso dell'editoria scientifica internazionale che pubblica oltre 2000 riviste scientifiche fra cui la prstigiosissima The Lancet, e i mercanti d'armi, per i quali organizzava fiere commerciali attraverso la sussidiaria Reed Exhibition.


L'allarme su queste liaisons dangereuses era da tempo stato lanciato da larga parte della comunità scientifica.


Tra i primi a interessarsi della questione Richard Smith, già editore del British Medical Journal, rivista inglese da sempre apprezzata non solo per il rigore scientifico delle pubblicazioni ma anche per l'autonomia nei confronti dell'ndustria farmaceutica.

In un articolo pubblicato a marzo sul Journal of the RoRoyal Society of Medicine, Smith scriveva

"Riuscite a immaginare una compagnia di tabacco che pubblica riviste di Medicina? Probabilmente no (..) Ma se non riuscite ad immaginare una tale assurdità, potete immaginare una compagnia che contemporaneamente propaganda il commercio di armi e pubblica riviste di Medicina? Bene, non dovete sforzarvi troppo a immaginare, perché quell’a compagnia esiste. In effetti è la Reed Elsevier, la più grande casa editrice al mondo di riviste medico-scientifico. E la più elegante delle pubblicazioni del Elsevier The Lancet(..). Sembra una commedia di Ionesco"


Vedere in proposito:

R. Smith: "Reed-Elsevier's hypocrisy in selling arms and health".J R Soc Med. 2007 Mar;100(3):114-5

on line:


C. Young, Golee F. "Reed Elsevier's arms trade". BMJ. 2007 Mar 17;334(7593):547-8

M. Pelly, I. Gilmore "Reed Elsevier and the arms trade revisited". Lancet 2007 Mar 24;369(9566):987


venerdì 18 maggio 2007

Gaetano Salvemini a 50 anni dalla morte


SEMINARIO DI STUDI STORICI

Con la collaborazione della
UNIVERSITÀ DI NAPOLI “L’ORIENTALE”
DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA E POLITICA

PROGRAMMA

16 maggio 2007 ore 9,30 Teatro Tasso

Saluti:
MARCO FIORENTINO, Sindaco di Sorrento
ALBERTO BOTTINO, Direttore Ufficio Scolastico Regionale per la Campania
MARCO CASTAGNA, Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Campania
PIETRO SAGRISTANI, Assessore Solidarietà Provincia di Napoli
FRANCESCO PAOLO VENTORINO, Dirigente Scolastico Liceo Scientifico Statale “G. Salvemini” Sorrento

Proiezione film:

“ The himn of the nations ”
di Alexander Hammid (USA, 1944) durata 20 min.
per gentile concessione dell’Archival Film of the Library of Congress - Washington. (adattamento e cura: Gennaro Avitabile)

GAETANO ARFÉ, Università di Napoli
“Gaetano Salvemini nella storia del Novecento”

21 maggio 2007 - ore 9,30 Teatro Tasso
NICOLA TRANFAGLIA, Università di Torino
“Salvemini e il Fascismo”

9 ottobre 2007 - ore 9,30 Teatro S. Antonino
GIUSEPPE ARAGNO, Archivio Storico del Movimento Operaio - Napoli
“Salvemini e la questione meridionale”

11 ottobre 2007 - ore 9,30 Teatro S. Antonino
FRANCESCO SAVERIO FESTA, Università di Salerno
“Stato e Chiesa in Salvemini”

12 ottobre 2007 - ore 9,30 Teatro S. Antonino
LUIGI PARENTE, Università di Napoli “L’Orientale”
“Salvemini e la nascita della democrazia in Italia”

INIZIATIVE COLLEGATE

16 Maggio 2007 sede centrale Liceo Salvemini
Mostra Bio-bibliografica di Gaetano Salvemini
a cura dell’editore RAIMONDO DI MAIO.

19 Maggio 2007 ore 9,30 Teatro Tasso
“L’attualità di Gaetano Salvemini: I nemici della democrazia di ieri e di oggi (dai totalitarismi alle criminalità organizzate)”.
RAFFAELE LAURO, Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura.

GIORNATA CELEBRATIVA
6 Settembre 2007 Teatro Tasso

Proiezione del film documentario:
“Salvemini” di Nicola Salvemini (Italia, 2007).

INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA


21 Dicembre 2007 ore 9,30 Teatro Tasso

DIBATTITO CONCLUSIVO
Premiazione vincitori premio Salvemini

giovedì 10 maggio 2007

Mattogno 2 : Risposta di Rotondi: nessuna risposta





E’ di questi giorni un’altra replica di Carlo Mattogno alle mie riflessioni

Non ci sarà l’ennesima mia confutazione: il troppo storpia e stanca i lettori (per la verità pochini...) probabilmente già ampiamente annoiati dai nostri polpettoni olocaustici.
Qualsiasi cosa io possa dire, so già che il revisionista mai rinuncerebbe all’ultima parola un po’ per suo habitus comportamentale, un po’ per ossequio a quella strategia retorica e argomentativa, propria del negazionismo, che Richard J. Green, in uno dei tanti scritti che mi diletto a citare senza aver mai letto…, efficacemente ebbe a definire war of attrition in cui

Mi stupisce invece che colui che si autoproclama senza falsa modestia e senza presunzione, il revisionismo storico in Italia si prenda la briga di pubblicare prima un libro di 80 pagine quindi un altro scritto di 103 pagine corredato da ben 89 note al solo scopo di rispondere al phamphlet di un oscuro dilettante, "chirurgien (?) de province qui s'ennuie". Je vous remercie mais je ne suis pas un chirurgien comme je n'était pas un philosophe... Je suis seulement un cardiologue "de province" qui travaille dans un grand hôpital avec beaucoup de malades et je n'ai pas le temps pour me ennuyer... Excusez-moi mais je ne sais pas quesque c'est un "expert des choses schoatiques".
Dovrei forse essere lusingato del fatto che l’attuale punta di diamante del revisionismo olocaustico mondiale abbia inteso dedicarmi tanto del suo prezioso tempo sottratto a “studi ben più seri”; nel contempo tremo al pensiero di quanto avrebbe scritto se esperti mondiali quali Pressac, Piper o Van Pelt avessero avuto l’ardire di “confrontarsi con i suoi scritti” ? «Μέγα βιβλίον, μέγα κακόν *» : Callimaco per il momento trasalirebbe dinanzi al suo paventato studio in 2 volumi sui forni crematori!
Mattogno, mi creda, non per protervia olocaustica ma per amore dell’elegia, mi risulta difficile rispondere alla sua lunga lista della lavandaia. Anche perché ad un mio intervento civile e pacato, senza alcun epiteto offensivo, mi si è risposto assai maleducatamente dandomi del millantatore, del saccheggiatore, dello scopiazzatore, dell’ ignorante talora “tenebroso” talora “prodigioso” (preferisco prodigioso) e seppur indirettamente del ciarlatano, accusandomi di essere in malafede e complice delle menzogne degli assassins de la vérité. Prolungare un dibattito del genere ad libitum diventerebbe lezioso, noioso, inutile; consolidarlo sui toni ingiuriosi e livorosi proposti da Mattogno ci porterebbe inevitabilmente ad una bega da pollaio e ad una rissa pacchiana on line che non era nei miei intenti ed è assai lontana dal mio stile.

E’ deludente per non dire banale che, parafrasando Vidal-Naquet, venga usata la definizione di assassins de la vérité in riferimento alla Storia proprio da chi si presenta come revisionista; non per il “reato di lesa maestà olocaustica”, come potrebbe pensare qualche sprovveduto, ma perché, se esistesse la verità storica, non ci sarebbe necessità di alcuna ricerca storica. La Storia è fatta di ricerche, interpretazioni e, mi si consenta l’ossimoro, conclusioni mai definitive che tendono alla Verità ma si fermano alla semplice veridicità la quale, mutuando un termine giuridico, può al massimo concedersi assoluzioni o condanne al di là di ogni ragionevole dubbio.

Accetto invero la definizione di “dilettante della storia”, da me stesso inaugurata. Ho detto e confermo che Mattogno è un grande conoscitore di Auschwitz e dei suoi archivi, non spetta a me invece sostenere se sia o meno un “dilettante della storia” per quanto iper-informato: non ne ho la competenza. Uno dei tratti distintivi del dilettantismo è proprio la conoscenza maniacale ed ossessiva di uno specifico argomento, ciò non ci rende automaticamente professionisti della materia. Posso però affermare di non essere un “dilettante scientifico” e, mi par di capire in verità, che Mattogno non mi rivolga tale accusa. Absit iniura verbis, devo invece dire che è Mattogno un “dilettante della scienza” e lo dimostrano le sue imprecisioni e i suoi errori grossolani, lo confermano le sue giustificazioni inconsistenti; non si tratta di voler “inchiodare nessuno al passato” perché, che io sappia, le proprietà dell’acido cianidrico o l’epidemiolgia cardiovascolare non hanno subito alcuna modifica dall’apertura degli archivi moscoviti…

Non rispondo, non confuto e non consiglio. Mi limito a trasmettere a chi si autoreferenzia come “il revisionismo storico in Italia” il suggerimento di un mio illustre concittadino
la semplicità è compagna della verità come la modestia lo è del sapere”.

Concludendo Risposta di Rotondi: nessuna risposta
* Μέγα βιβλίον, μέγα κακόν (Mega biblìon, mega kakòn) letteralmente "grande libro, grande male"

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Della Casa G: Galateo overo de' costumi, BUR Milano 1992

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Questa si che è una “cosa gustosa”!