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lunedì 21 gennaio 2008

Il Nobel Rubbia e gli specchi solari nel deserto


Qualche anno fa fui colpito da un’intervista rilasciata in TV dall’italiano Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica nel 1984.

Diceva di voler riempire una parte del deserto del Sahara di specchi solari che avrebbero fornito una enorme quantità di energia pulita a molte nazioni, risolvendo buona parte dei loro problemi energetici e ambientali, e offrendo nel contempo un’opportunità di crescita economica al continente africano.

Nell’intervista Rubbia si lamentava del fatto che, benché l’idea provenisse da un premio Nobel e non dalla mente di qualche sconosciuto stravagante, il progetto era stato completamente e inspiegabilmente ignorato.

Pare che finalmente l’idea del nostro premio Nobel sia decollata. Il progetto è stato battezzato Desertec e dovrebbe coinvolgere non solo il Sahara ma anche Sicilia, Spagna, Grecia e penisola araba.
La tecnologia utilizzata sarà quella termodinamica a concentrazione (Concentrating Solar Thermal Power) basata su specchi capaci di concentrare la luce solare. Il calore creato produce vapore necessario al funzionamento di turbine e generatori.

Secondo l'Agenzia Spaziale Tedesca occupando solo lo 0,3% della superficie del Sahara si potrebbe soddisfare l'attuale domanda di energia elettrica di Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Dal fronte ambientale giungono sempre e solo cattive notizie.
Questa ha tutte le caratteristiche di una buona notizia

martedì 9 ottobre 2007

NOBEL PER LA MEDICINA ALL' ITALO-AMERICANO CAPECCHI.LASCIO' L'ITALIA A 9 ANNI CON LA MADRE ANTIFASCISTA SOPRAVVISSUTA A DACHAU


Assegnato all'italo-americano Mario R. Capecchi il Premio Nobel per la Medicina 2007.
Insieme a Capecchi premiati Evans e Smithies.
Il prestigioso riconoscimento è stato dato per gli studi condotti "per introdurre specifiche modificazioni genetiche nei topi, utilizzando cellule staminali embrionali".

Il professor Capecchi lavora all'University of Utah ed è stato allievo del premio Nobel James Watson che con Francis Crick scoprì la struttura del DNA.

Il frutto principale del lavoro di Capechi è il "gene targeting" ossia la sostituzione mirata di un pezzo di DNA con un altro.
La prospettiva futura: la possibilità di sostituire geni difettosi per curare malattie attualmente incurabili.

Nato in Italia, a Verona, il 6 ottobre del 1937, da madre americana e da padre italiano, ha trascorso in Italia i primi anni dell'infanzia.
Il padre aviatore del nostro esercito fu abbattutto all'inizio della guerra;
Così Capecchi parla della madre, Lucy Ramberg, poetessa perseguitata dal nazi-fascismo e deportata nel lager di Dachau:

"Prima dell’inizio della guerra aveva scritto contro il fascismo e a guerra iniziata aveva continuato, anche contro il nazismo.

Sua mamma era una pittrice americana che viveva a Firenze e
il padre era tedesco.

Mia mamma odiava l’oppressione, la dittatura, la mancanza
di libertà e i suoi versi lo dicevano con grande chiarezza.

La Gestapo le dava la caccia e la trovò in un maso dell’altopiano della Renon nel 1941. Venne deportata a Dachau, che allora era un campo di concentramento solo per detenuti politici; i nazisti e i fascisti volevano fermare lei e le sue poesie. Fu
catturata poco a Nord di Verona, in Alto Adige, quando non avevo che quattro
anni e mezzo.

Mi trovai da solo, per strada. Cercavo il cibo, avevo fame. Dall’età di 4 anni e mezzo fino a 9 anni ho vissuto per le strade di Bolzano, Verona, Reggio Emilia. Il mio unico pensiero era mangiare, evitare i pericoli e sopravvivere. Ero affamato. Ho vissuto giorno per giorno. Non sapevo se avrei mai più rivisto mia madre. Fu lei a trovarmi in un ospedale di Reggio Emilia il 6 ottobre 1946, il giorno dei mio nono compleanno. Fu come un miracolo, quel giorno tornai a vivere.

L’Italia era distrutta, restammo a Verona per un altro anno e mezzo, ma poi la decisione fu di andare in America"