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domenica 29 gennaio 2012

Precursori dello sterminio

Ho conosciuto Ernesto De Cristofaro un paio d’anni fa quando mi propose di collaborare a “Scarti di Umanità” , un libro curato da Francesco Migliorino e scritto a più mani, il cui tema conduttore era la liaison dangereuse tra sapere e potere, abituale e perverso connubio alla radice delle teorie e delle politiche razziali.

La ricerca di De Cristofaro continua lungo questo percorso ed è di questi giorni la pubblicazione di “Precursori dello sterminio. Binding e Hoche all' origine dell'eutanasia dei malati di mente in Germania”, libro scritto a quattro mani con Carlo Saletti ed edito da Ombre Corte.

Gli autori hanno commentato e tradotto per la prima volta in italiano Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens (Il permesso alla distruzione delle vite indegne di vita), testo pubblicato in Germania negli anni ‘20,  in cui il giurista Karl Binding e lo psichiatra Alfred Hoche, teorizzavano la necessità dell’eliminazione fisica dei malati di mente, considerati inutile “zavorra” per la nazione.

Questo saggio, insieme ad altre produzioni analoghe, costituirà il substrato pseudoscientifico e pseudogiuridico alla base delle ossessioni eugenetiche e all’attuazione del programma eutanasia, indiscutibile prius logico della successiva politica razziale della Germania nazista

Ernesto De Cristofaro è ricercatore di Storia del diritto medievale e moderno presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catania. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sovranità in frammenti. La semantica del potere in Michel Foucault e Niklas Luhmann (ombre corte, 2007), Codice della persecuzione. I giuristi e il razzismo nei regimi nazista e fascista (Giappichelli, 2008) e Il senso storico della verità. Un percorso attraverso Foucault (Il Melangolo, 2008).

Carlo Saletti svolge attività di ricerca storica. Ha recentemente pubblicato, con Frediano Sessi, Visitare Auschwitz. Guida all'ex campo di concentramento e al sito memoriale (Marsilio, 2011) e Fine terra. Benjamin a Portbou (Ombre corte, 2011).

giovedì 30 giugno 2011

Scarti di Umanità

Estratto da "Scarti di Umanità. Riflessioni su razzismo e antisemitismo" (a cura di Francesco Migliorino). Genova, Il Melangolo, 2010, pp. 228, € 18,00, ISBN 9788870187724.





Francesco Rotondi



Il negazionismo: strategie retoriche ed evidenze scientifiche

(...)
Metodologia scientifica
Parte della più recente produzione negazionista ha mutuato dalla letteratura scientifica l’aspetto formale, proponendo ai lettori articoli presentati con le modalità tipiche della pubblicazioni scientifiche, suddivisi nelle sezioni standard consigliate dalle abituali norme editoriali delle riviste specializzate.
Il risultato è l’esibizione di un prodotto dai contenuti contorti e difficilmente verificabili ma, nel
contempo, graficamente, esteticamente ed emotivamente suadente, di grande impatto mediatico perché simulante i comuni lavori pubblicati sulle riviste scientifiche (...)
Mal al di là della veste editoriale questi lavori sono da definirsi realmente “scientifici”?
In generale, la risposta non è agevole, così come non è facile la stessa definizione di scientificità. Ciò che è certo è che non ci si auto-attribuisce la patente di scientificità né tantomeno la
si ottiene dai propri sostenitori, al contrario l’auto-referenzialità rappresenta di per sé un sintomo di “ascientificità”.
Esistono invece criteri tradizionali, per quanto opinabili, che consentono in linea di massima di stabilire la qualità di un lavoro scientifico. Criteri che, pur se considerati alla luce dai cambiamenti delle tecniche comunicative e dal parziale tramonto della carta stampata
a vantaggio dell’informatizzazione del sapere, sono tuttora accettati, benché discussi, dalla comunità scientifica internazionale. Criteri qualitativi e quantitativi ideati allo scopo di privilegiare la pubblicazione, la lettura e il miglioramento di prodotti di adeguata
qualità, riducendo un’inutile dispersione di attenzione intellettuale verso quelli di basso valore scientifico.
Nessuno dei lavori negazionisti rispetta tali criteri. Ciò non significa che siano aprioristicamente e necessariamente privi di interesse scientifico. Indica, però, che la loro qualità scientifica non è
dimostrabile sulla base dei correnti parametri valutativi .
Si accettino o meno tali criteri quantitativi e qualitativi, il giudizio di scientificità è basato ancor oggi prevalentemente sulla peer review e sull’ impact factor, con i loro limiti e vantaggi, la cui trattazione sarebbe inopportuna e abnormemente lunga in questa sede.
La peer review (revisione paritaria) è la valutazione critica di un lavoro scientifico proposto ad una rivista, attraverso il giudizio di un editor, esperto di indiscussa fama, il quale, a sua volta, si avvale solitamente della consulenza di uno o più revisori, specialisti scelti generalmente tra i membri del comitato editoriale sulla base di specifiche competenze. L’editor potrà scegliere se accettare o rifiutare la pubblicazione del lavoro o consigliare correzioni, riservandosi la
decisione dopo l’ulteriore riconsiderazione di queste ultime. La percentuale di accettazione varia in base all’importanza della rivista e all’area disciplinare e per riviste scientifiche famose come Nature e Science è in media soltanto di circa il 5%.
Accanto a questo parametro qualitativo, la valutazione della ricerca scientifica si avvale di indici quantitativi o bibliometrici, dei quali il più noto è certamente l’ impact factor, fattore elaborato annualmente dall’Institute for Scientific Information, che misura la frequenza con cui vengono citati in altri giornali gli articoli di una determinata rivista. Tanto più alto è l’impact factor tanto più la rivista è nota e, si presuppone, prestigiosa (...)

venerdì 1 ottobre 2010

Ciarrapico insulti antisemiti a Bocchino, a Fini e ai 35 'rinnegati' finiani

Ciarrapico, meglio la Kippah di quell'abitino a strisce verticali che indossasti nell'atelier di Regina Coeli ...

giovedì 14 febbraio 2008

Aggiornamento su Lista antisemita


L'autore della ormai famosa lista antisemita sarebbe stato identificato dalla polizia.
Non trascrivo nomi perchè non amo la morbosa consuetudine del mostro in prima pagina e perchè credo nella presunzione d'innocenza fino a sentenza definitiva.

Qualche giorno fa scrissi che non credevo a ideatori occulti e a liste scritte a tavolino da intellettuali antisemiti ma solo alla disgustosa iniziativa di qualche perdigiorno. E in effetti la lista non è altro che un banale copia e incolla di un elenco di universitari filo-israeliani firmatari di una petizione del 2005 contro le università inglesi, postato da un balordo, a quanto pare, recidivo.
"è solo un bambinone mai cresciuto, uno che a 39 anni si
sente in guerra col mondo, uno che ce l' ha con tutti"

Così lo descrive lo zio

Ciò ha fatto sì che qualcuno si sentisse però autorizzato a parlare di "Bufala della lista di proscrizione" . Indipendentemente dalla fonte, l'intento biecamente razzista della lista rimane palese, confermato dal tenore degli altri sgrammaticati post del blog oscurato.
Il tentativo di ridimensionamento o di giustificazione dell'iniziativa da parte dei vari intellettuali e opinionisti nostrani è irritante e riflette la volontà di anteporre a ogni sereno giudizio il proprio pregiudizio antiebraico, mascherato dall' alibi antisionista, in parte favorito dalla discutibile politica isreliana.

Che il presunto autore della black list figuri tra i firmatari del comitato pro Faurisson può significare nulla: accanto al suo figurano nomi di intellettuali e di gente comune spinti da una sincera volontà di libertà di espressione, così come firme di antisemiti dichiarati.
Il problema invece sta nel fatto che l'intellettuale, se realmente tale, dovrebbe prevedere che, ostinandosi a calcare con insistenza talune strade, finisce per favorire il deragliamento dei più sprovveduti culturalmente e moralmente verso le strade del più volgare e classico razzismo: e questa non è difesa della libertà di espressione, è un risultato differente e assolutamente disastroso.....


Qui ventum seminabunt, et turbinem metent

venerdì 8 febbraio 2008

Liste di proscrizione on line


C'è chi ha pensato di "festeggiare" il settantesimo anniversario delle leggi razziali varate in Italia dal regime fascista, stilando in rete un elenco di 162 docenti universitari colpevoli di appartenere alla "casta baronale ebraica nella Università Italiana" con particolare riferimento ai "professori ebrei alla Università la Sapienza".
Le denunce alla polizia postale, gli appelli alle istituzioni e la reazione del Viminale hanno fatto si che il blog - ospitato dalla community blog "ilcannocchiale" - non fosse più raggiungibile.
Lo stesso elenco dei nomi è ricomparso però, in seguito, con titolo e url diversi; non postiamo né l'uno né l'altro per non fornire pubblicità gratuita alla becera iniziativa.
Ma le liste di proscrizione antiebraiche non sono una novità per la rete, sempre infestata da internauti razzisti e antisemiti. Un po' di tempo fa un noto sito, poi oscurato, pubblicò l'elenco dei cognomi delle famiglie ebraiche italiane, così da permettere un rapido riconoscimento del perfido giudeo sempre pronto ad attentare alla nostra integrità razziale biologico-spirituale. Purtroppo questi cognomi additati a mo' di bersaglio residuano ancora su taluni siti del pattume neonazista.

La mia modesta opinione è che manifestazioni così insulse siano da imputare a singoli fresconi, pur esprimendo un viscerale sentimento antisemita tutt'altro che marginale. E anche la scadentissima qualità dello scritto dovrebbe indurci a non pensare a più "autorevoli" ideatori.

Non so di preciso di quale reato possa essere imputato l'imbecille di turno, di certo non merita citazioni d'autore ma un semplicissimo


"La mamma dei cretini è sempre incinta"

venerdì 25 gennaio 2008

Napolitano e le leggi razziali



















Il presidente Giorgio Napolitano in occasione del Giorno della memoria ha dichiarato:


«Le leggi razziali di fatto prepararono l'Olocausto».

«Il 2008 è per noi un anno speciale, perché segna il sessantesimo
anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione», ma al tempo stesso «il
settantesimo delle leggi razziali emanate dal regime fascista»



«Leggi che suscitarono orrore negli italiani rimasti consapevoli della
tradizione umanista e universalistica della nostra civiltà e del contributo ad
essa dato dalla comunità ebraica. Un provvedimento ancora più iniquo in quanto
gli ebrei italiani dopo l'Unità d'Italia, finalmente parificati nei diritti, si
sentivano ed erano cittadini, animati da forti sentimenti patriottici».



Napolitano riapre il dibattito sul razzismo fascista

Le leggi razziali rappresentano il momento più triste della storia del diritto italiano.

Un capitolo su cui si è a lungo sorvolato, preferendo sposare la comoda tesi di un Duce mai convinto razzista, costretto a dichiararsi antisemita solo per compiacere l'alleato tedesco.

Se è vero che il razzismo antiebraico non farà presa sugli italiani, nonostante l'incalzante propaganda, e che le persecuzioni degli ebrei in Italia non possono essere minimamente paragonate a quelle condotte dal nazismo, è pur vero che la "politica della razza" sarà una delle idee chiave del regime.


Follia ed ossessione alla quale forniranno il loro apporto, non solo i più noti e fanatici antisemiti come Giovanni Preziosi o Telesio Interlandi , ma anche famosi docenti universitari, intellettuali o pseudo tali , che non si limiteranno ad aderire alla politica razziale ma ne forniranno gli strumenti teorico-culturali per giustificarla e supportarla, dopo averne negli anni precedenti preparato le condizioni predisponenti.

Il primo documento ufficiale del razzismo nostrano è, non a caso, Il Manifesto degli Scienziati razzisti al quale aderiranno personalità non di secondo piano, come qualcuno ha inopportunamnente scritto, ma professori ordinari, direttori di cattedra e presidenti di importanti società scientifiche.


Ma les liaisons dangereuses tra scienza e politica ovvero tra accademia e potere sono una costante malsana della storia del 900 che le tristi esperienze passate e presenti non hanno la forza di eradicare.

Bibliografia:
G. Israel, P. Nastasi "Scienza e razza nell'Italia fascista". Il Mulino, Bologna, 1998
R. De Felice "Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo", Einaudi, Torino 1961
M. Sarfatti "Gli ebrei nell'Italia fascista. Vicende, identità, persecuzione" , Torino, Einaudi, 2000
E. Collotti "Il fascismo e gli ebrei. Le leggi razziali in Italia", Laterza, bari, 2000
L. Parente, F. Gentile, R. M. Grillo (a cura di) "Giovanni Preziosi e la questione della razza in Italia". Rubettino, Cosenza 2005
F. Cuomo "I dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il
Manifesto della razza". Baldini e Castoldi, Milano, 2005
S. Miselli , F. Zarzana "La scure di Davide", F. Angeli, Milano, 2005