sabato 20 agosto 2011



Grazie Pubmed: il tramonto dei sedicenti "scienziati" dalle gambe corte e dal naso lungo ...

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed

domenica 10 luglio 2011

I negazionisti dell'AIDS

http://www.queryonline.it/2010/12/01/i-negazionisti-dellaids/.

Sopra il link a un articolo molto interessante

lunedì 4 luglio 2011

Salviamo l'Amazzonia




Per firmare la petizione clicca qui


giovedì 30 giugno 2011

Scarti di Umanità

Estratto da "Scarti di Umanità. Riflessioni su razzismo e antisemitismo" (a cura di Francesco Migliorino). Genova, Il Melangolo, 2010, pp. 228, € 18,00, ISBN 9788870187724.





Francesco Rotondi



Il negazionismo: strategie retoriche ed evidenze scientifiche

(...)
Metodologia scientifica
Parte della più recente produzione negazionista ha mutuato dalla letteratura scientifica l’aspetto formale, proponendo ai lettori articoli presentati con le modalità tipiche della pubblicazioni scientifiche, suddivisi nelle sezioni standard consigliate dalle abituali norme editoriali delle riviste specializzate.
Il risultato è l’esibizione di un prodotto dai contenuti contorti e difficilmente verificabili ma, nel
contempo, graficamente, esteticamente ed emotivamente suadente, di grande impatto mediatico perché simulante i comuni lavori pubblicati sulle riviste scientifiche (...)
Mal al di là della veste editoriale questi lavori sono da definirsi realmente “scientifici”?
In generale, la risposta non è agevole, così come non è facile la stessa definizione di scientificità. Ciò che è certo è che non ci si auto-attribuisce la patente di scientificità né tantomeno la
si ottiene dai propri sostenitori, al contrario l’auto-referenzialità rappresenta di per sé un sintomo di “ascientificità”.
Esistono invece criteri tradizionali, per quanto opinabili, che consentono in linea di massima di stabilire la qualità di un lavoro scientifico. Criteri che, pur se considerati alla luce dai cambiamenti delle tecniche comunicative e dal parziale tramonto della carta stampata
a vantaggio dell’informatizzazione del sapere, sono tuttora accettati, benché discussi, dalla comunità scientifica internazionale. Criteri qualitativi e quantitativi ideati allo scopo di privilegiare la pubblicazione, la lettura e il miglioramento di prodotti di adeguata
qualità, riducendo un’inutile dispersione di attenzione intellettuale verso quelli di basso valore scientifico.
Nessuno dei lavori negazionisti rispetta tali criteri. Ciò non significa che siano aprioristicamente e necessariamente privi di interesse scientifico. Indica, però, che la loro qualità scientifica non è
dimostrabile sulla base dei correnti parametri valutativi .
Si accettino o meno tali criteri quantitativi e qualitativi, il giudizio di scientificità è basato ancor oggi prevalentemente sulla peer review e sull’ impact factor, con i loro limiti e vantaggi, la cui trattazione sarebbe inopportuna e abnormemente lunga in questa sede.
La peer review (revisione paritaria) è la valutazione critica di un lavoro scientifico proposto ad una rivista, attraverso il giudizio di un editor, esperto di indiscussa fama, il quale, a sua volta, si avvale solitamente della consulenza di uno o più revisori, specialisti scelti generalmente tra i membri del comitato editoriale sulla base di specifiche competenze. L’editor potrà scegliere se accettare o rifiutare la pubblicazione del lavoro o consigliare correzioni, riservandosi la
decisione dopo l’ulteriore riconsiderazione di queste ultime. La percentuale di accettazione varia in base all’importanza della rivista e all’area disciplinare e per riviste scientifiche famose come Nature e Science è in media soltanto di circa il 5%.
Accanto a questo parametro qualitativo, la valutazione della ricerca scientifica si avvale di indici quantitativi o bibliometrici, dei quali il più noto è certamente l’ impact factor, fattore elaborato annualmente dall’Institute for Scientific Information, che misura la frequenza con cui vengono citati in altri giornali gli articoli di una determinata rivista. Tanto più alto è l’impact factor tanto più la rivista è nota e, si presuppone, prestigiosa (...)

sabato 1 gennaio 2011

Le carceri "modello" di Lula

Prigione di Vila Velha, una città dello stato di Espirito Santo nel sud est del Brasile




Il presidente brasiliano Lula nega l’estradizione del terrorista Battisti pluriomicida e pluriraccomandato da una pseudo-intellighenzia internazionale.

Tra le varie motivazioni i rischi che Battisti correrebbe nelle carceri italiane.
Le nostre carceri avranno anche problemi enormi ma Lula si guardi meglio le sue

http://viaggi-in-brasile.noiblogger.com/256-carcerati-in-una-cella-da-36-nello-stato-di-espirito-santo-in-brasile/

Capirei la Svezia ... ma sorbirci lezioni sui diritti civili dal paese dove i bambini di strada vengono ogni giorno sterminati dagli squadroni della morte è un po' troppo per i miei gusti.

giovedì 11 novembre 2010

L'ignoranza al Potere




Per il leghista Luca Zaia, presidente della Regione Veneto e ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali del IV governo Berlusconi, Pompei è solo "quattro sassi" per i quali non vale la pena di spender soldi.

Noi invece ci permettiamo di chiedergli

"Secondo Lei vale la pena di buttar soldi per mantenere un politico così rozzo e ignorante o sarebbe economicamente più vantaggioso levarselo dai piedi ?"

mercoledì 10 novembre 2010


Equivoco Berlusconi Ruby Mubarak


Berlusconi chiarisce l'equivoco:


"Pensavo fosse la figlia di Mubarak invece era solo la figlia di Mukarabash. il noto campione egiziano di salto con l' asta. Un banale quiquoqua. Tutto qua !"